siste un tipo di potere che nessun trattato bilaterale, nessuna sanzione economica e nessun arsenale nucleare è in grado di neutralizzare direttamente: il potere di chi controlla il ritmo degli eventi. Che si tratti di un ultimatum con scadenza ravvicinata, di un’azione militare lampo compiuta prima che la comunità internazionale possa reagire, o di una trattativa diplomatica scientemente rallentata fino a rendere obsoleta la posizione dell’interlocutore, il tempo è da sempre uno strumento della politica estera di potenza. Eppure, nella letteratura accademica di relazioni internazionali, questa dimensione è rimasta a lungo sullo sfondo, trattata come un fattore contestuale piuttosto che come una variabile strategica autonoma, capace di strutturare le scelte dei decision-maker con la stessa forza degli interessi materiali o delle percezioni di minaccia.
La svolta concettuale più rilevante degli ultimi anni su questo terreno è quella prodotta da Ryan K. Beasley e Andrew R. Hom, i quali nel 2021 hanno pubblicato su Foreign Policy Analysis il saggio fondativo di quello che hanno denominato Foreign Policy in the Fourth Dimension (FP4D), un framework che coloca il tempo al centro dell’analisi della politica estera, trasformandolo da palcoscenico passivo delle decisioni a strumento attivo nelle mani degli agenti che quelle decisioni prendono. Il nucleo della proposta è tanto semplice quanto radicale: i leader non si limitano a subire la pressione temporale delle crisi, ma intervengono attivamente sulla struttura del tempo, accelerando o rallentando i ritmi decisionali propri e altrui, scegliendo il momento opportuno per agire o per astenersi, costruendo finestre di opportunità o serrandole in faccia agli avversari. Come riassumono gli stessi autori nell’Oxford Handbook of Foreign Policy Analysis curato da Juliet Kaarbo e Cameron Thies per Oxford University Press nel 2024, “gli agenti di politica estera non si limitavano a subire la pressione del tempo o a correre contro il suo esaurimento: stavano armeggiando con i suoi ingranaggi”.
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